Non alberi da accendere, ma cuori da scaldare

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In molte città si accendono Alberi di Natale e molti Sindaci celebrano questo rito con manifestazioni pubbliche e si apprestano a tenere discorsi di buoni auspici per tutti.

La nostra Comunità, la Comunità Oasi2 San Francesco Onlus, non accenderà alcun Albero quest’anno, nel ricordo delle tante luci spente che questo Natale ci consegnerà.

Si spegne la luce nei cuori e nelle vite di molte persone straniere, che avevano guardato all’Italia come ad un Paese moderno, che accoglie e che fa della Solidarietà un pilastro della sua convivenza e della sua civiltà, come Sua Maestà la nostra Costituzione ancora recita. Un numero di persone talmente basso (2,4 rifugiati ogni mille italiani contro i 23,4 della Svezia, gli 11,4 della Norvegia, il 10,7 dell’Austria, gli 8,1 della Germania, i 6 dell’Olanda, i 5,9 della Danimarca, i 4,2 della Serbia, i 3,7 del Belgio, ecc. ecc.) da rendere l’egoismo italiano drammaticamente rabbuiante. (Fonte: UNHCR)

Si spengono le luci di tanti bambini e bambine in condizione di povertà – 1 milione e trecentomila bambini e ragazzi – il 12,5% del totale, più di 1 su 10 – vivono in povertà assoluta, oltre la metà non legge un libro, e più del 40% non fa sport; ma, soprattutto, un Paese dove i minori non riescono a emanciparsi dalle condizioni di disagio delle loro famiglie di origine e non hanno opportunità educative e spazi per svolgere attività sportive, artistiche e culturali (il 90% dei bambini non ha accesso all’asilo nido e il 50% non ha accesso a una mensa scolastica). (Fonte: Save the Children)

Spente sono le luci delle donne vittime di violenza che a milioni (2,5 milioni solo negli ultimi 5 anni) e senza distinzione di razza o pelle subiscono violenze fisiche e sessuali, dalle violenze domestiche a quelle sul lavoro, molte delle quali col rischio di spegnere la vita stessa delle vittime. (Fonte: Istat)

Spente sono le luci dei tanti che si sono smarriti alla luce di slot machines e schermi di computer o davanti ad un pezzo di carta da grattare: sono quasi un milione gli italiani in condizione di giocatori d’azzardo patologico lasciati, spesso insieme alle famiglie intere, in balia di se stessi e del turbinio del gioco compulsivo.

Insieme a tanti (troppi) giovani che non studiano, non lavorano e non cercano né l’una, né l’altra strada e che vivono la condizione di inattività (o di NEET, come la letteratura li suole definire) se non di vera e propria sconnessione dal mondo, giovani che restano al buio proprio in mezzo a mille schermi superluminosi e che sperimentano questa forma di estrema solitudine da caos.

E senza dimenticare le tante luci spente dei 5,6 milioni di anziani soli che nella stragrande maggioranza hanno bisogno di aiuto e assistenza. E che in molti casi, invece, sono costretti a cavarsela da soli, pur in presenza di patologie fortemente invalidanti. (Fonte: Il Sole 24 ore su dati ISTAT)

Per tutte queste luci spente non accenderemo alcun Albero facendo appello a tutti e ciascuno, Istituzioni e Cittadini, ad accendere la luce del cuore perché illumini la Solidarietà e l’Accoglienza di cui la Storia del nostro Paese ha sempre brillato.

A Barletta è tempo di ‘Taruha, ritrovo’

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In lingua hausa, una delle lingue più diffuse e parlate del continente africano, ‘Taruha’ significa ‘incontro, ritrovo’. Ed è per questo che la Comunità Oasi2 San Francesco Onlus, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Barletta, ha deciso di organizzare, dal prossimo 6 dicembre, un ciclo di appuntamenti dal tema ‘Taruha – Incontri’, per accendere i riflettori sull’esperienza dell’accoglienza e dell’integrazione già realizzata a Barletta nell’ambito del sistema SPRAR, il sistema di protezione dei richiedenti asilo e rifugiati. Nel corso degli incontri, si cercherà di avviare un dibattito costruttivo sul tema, al di là della disinformazione e dei pregiudizi oggi purtroppo molti diffusi in tutto il Paese.

Il primo incontro è fissato per giovedì 6 dicembre, alle 18.30, al CAGI, il Centro Aperto Polivalente per Minori (in piazza XIII febbraio 1503). L’incontro si aprirà con la proiezione del cortometraggio ‘Similitudo’, realizzato dall’associazione culturale ‘Gruppo Farfa’, in collaborazione con beneficiari e operatori dello SPRAR di Barletta. Subito dopo, i beneficiari dello SPRAR testimonieranno la propria esperienza di vita e di integrazione in città.

Il ciclo di incontri di Taruha continuerà poi presso l’Università della Terza Età, nella sede della Caritas, nell’Ambulatorio popolare, presso il Grow Lab e il Circolo Arci Carlo Cafiero, nelle parrocchie di Santa Lucia e San Paolo, e nelle scuole che hanno già dato la loro disponibilità: il liceo scientifico Cafiero, la Scuola Media Baldacchini, la scuola media Fieramosca, l’Ipsia Archimede, l’Istituto professionale Garrone.

Tutti gli incontri saranno guidati e moderati dall’équipe della Comunità Oasi San Francesco Onlus che gestisce, oltre al progetto Sprar, anche lo sportello immigrazione Kipepeio del comune di Barletta.

Opportunità lavorativa. Cercasi infermiere per Villa Nappi, centro diurno per le demenze

cercasi infermiere

La Comunità Oasi2 cerca un infermiere per inserimento in Centro Diurno per le Demenze (Posizione 005)

Data di chiusura della chiamata: 18/12/2018

Inizio attività: 07/01/2019

Luogo di lavoro: Trani (BT) presso Villa Nappi centro diurno per le demenze 

Si offre contratto di prestazione professionale di 12 ore settimanali.

Inviare Lettera di Presentazione e CV a: centrostudi@oasi2.it all’attenzione del dott. Antonio Casarola avendo cura di indicare in oggetto il riferimento al numero di Posizione.

La figura ricercata si occuperà di:

  • Gestione e somministrazione delle terapie farmacologiche in relazione alle specifiche esigenze dei pazienti

Requisiti fondamentali:

  • Possesso di laurea triennale in Scienze infermieristiche/diploma di Infermiere.
  • Esperienza di almeno un anno nel lavoro con anziani e con le demenze.
  • Competenze relazionali.
  • Disponibilità alla turnazione.
  • Disponibilità a lavorare in equipe multidisciplinare.

Caratteristiche che completano il profilo:

  • Titoli di specializzazione post-lauream inerenti il campo di intervento.
  • Buona conoscenza di almeno una lingua straniera.
  • Dinamicità, precisione, attenzione al dettaglio e ai particolari.

La Comunità Oasi2 San Francesco è una ONLUS – Organizzazione Non Lucrativa di utilità Sociale, nata a Trani nel 1986 e impegnata concretamente per il riconoscimento e l’applicazione dei diritti fondamentali e inviolabili alle persone in situazioni di bisogno. Opera nel contesto regionale pugliese e prevalentemente nei comuni a nord di Bari e nella provincia Bat.

È impegnata a erogare prestazioni di cura e riabilitazione in tre aree di intervento: dipendenza patologica; accoglienza di primo e secondo livello di migranti richiedenti protezione internazionale e vittime di sfruttamento sessuale e lavorativo; demenza e disturbi cognitivi.

Anche attraverso l’adesione a reti locali, regionali e nazionali mira a essere presente nel dibattito che a partire dai temi della povertà e dell’esclusione, sia in grado di proporre un modello di sviluppo più giusto e percorsi di cambiamento e di evoluzione che tendano al benessere dei singoli e della collettività.

No al Decreto Sicurezza. Oasi2 al presidio del Coordinamento Progetti Sprar Puglia

No decreto sicurezza

“Siamo sempre lo straniero di qualcun altro. Imparare a vivere insieme è lottare contro il razzismo”. Condividendo il pensiero dello scrittore marocchino Ben Jelloun, la Comunità Oasi2 San Francesco Onlus parteciperà, con i propri operatori, beneficiari e una rappresentanza delle associazioni e delle realtà che compongono le proprie reti territoriali, al presidio organizzato venerdì 30 novembre, in Prefettura, a Bari, promosso dal Coordinamento dei progetti SPRAR Puglia.

Il presidio nasce dalla volontà di esprimere, in modo forte e condiviso, il nostro dissenso nei confronti del decreto ‘Sicurezza e immigrazione’ in fase di approvazione e, in particolare, delle norme relative al sistema SPRAR, patrimonio unico e inestimabile dell’Italia dei comuni, che il decreto intende di fatto smantellare.

L’esperienza di Oasi2, maturata nella gestione dei progetti SPRAR, nei comuni di Molfetta e Barletta e nell’ambito territoriale di Bisceglie-Trani, dimostra che il modello SPRAR è una ricchezza per il territorio e un antidoto alla tensione sociale che potrebbe generarsi da un’accoglienza non organizzata.

L’appuntamento è per venerdì 30 novembre, a Bari, in piazza Prefettura. Per tutte le informazioni sul presidio, è possibile consultare https://www.facebook.com/events/335115593958101/

‘Diventare famiglie terapeutiche’. Percorso formativo per l’affido familiare

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Venerdì prossimo, 9 novembre, parte a Trani il percorso formativo ‘Diventare famiglie terapeutiche’. In sette appuntamenti, che si terranno il venerdì pomeriggio, fino a fine gennaio, coppie e single saranno accompagnati alla scoperta dell’affido familiare con cui potranno impegnarsi, in modo concreto, per minori in condizioni di fragilità.

Il percorso formativo è propedeutico all’implementazione della Comunità Melampo, comunità di pronta accoglienza per minori, che si trova a Trani ed è gestita dalla Comunità Oasi2 San Francesco Onlus. La comunità accoglierà minori, da 0 a 12 anni, vittime di violenza, abusi ed eventi traumatici, anche con problemi connessi alla depressione precoce. I minori, inviati dal Tribunale per i Minorenni, dai servizi sociali o dalle forze dell’ordine, troveranno nella Comunità Melampo servizi di pronta accoglienza e un’équipe multidisciplinare composta da educatori, assistenti sociali, psicologi e operatori socio-sanitari.

Accanto al lavoro di équipe, il perno del progetto Melampo è l’attivazione di un gruppo di famiglie accoglienti che, in forma sperimentale e innovativa, realizzeranno l’affido familiare. Saranno, dunque, “famiglie terapeutiche”, in quanto capaci di garantire cura per il minore ma, soprattutto, di generare un cambiamento nelle sue condizioni generali di benessere.

Il percorso di formazione, destinato a coppie, sposate o non sposate, con figli o senza figli, nuclei monoparentali o single, nasce proprio per preparare le famiglie all’affido. Durante il percorso formativo si alterneranno testimonianze di educatori, pedagogisti, assistenti sociali, avvocati, psicoterapeuti e neuropsichiatri, oltreché esperienze dirette di famiglie affidatarie.

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 9 novembre, alle 17.30, a Villa Nappi, in via Padre Annibale di Francia, 162/164, a Trani. Interverranno Gianpietro Losapio, presidente della Comunità Oasi2 San Francesco Onlus, Debora Ciliento e Roberta Rigante, rispettivamente assessori al welfare dei comuni di Trani e Bisceglie, e Ludovico Abbaticchio, garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Puglia.

Scarica qui il programma: Percorso Formativo_diventare famiglie terapeutiche

Azzardo, posticipata di 6 mesi l’entrata in vigore del distanziometro. La nota della Comunità Oasi2

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Gli ulteriori sei mesi di tempo per l’adeguamento sul ‘distanziometro’ sono una risposta pilatesca, che non tutela la salute dei giocatori problematici né viene incontro alle ragioni dei business dei gestori dei locali e delle sale da gioco.

L’introduzione del ‘distanziometro’ era già prevista nel 2013. I gestori, dunque, hanno avuto già 60 mesi di tempo per rispettare le distanze minime richieste – 500 metri da scuole, parrocchie, luoghi di aggregazione giovanili – dalla legge regionale 43/2013. In 5 anni nulla è stato fatto, salvo garantire il proliferare di punti d’accesso al gioco d’azzardo e, in zona Cesarini, richiedere un ulteriore ‘aiutino’ brandendo come una clava nel dibattito politico lo spettro della perdita dei posti di lavori – i cui numeri, in merito, sono tutti da verificare – e l’ombra dell’illegalità – ben sapendo che già ora, senza distanziometro, il gioco d’azzardo fa gola alla criminalità più o meno organizzata.

L’ulteriore dilazione, dunque, non può che apparire come un tentativo di rimandare ancora la decisione e, di conseguenza, la presa di posizione, ormai sempre più necessaria, fra la tutela della salute e il primato del business senza scrupoli. Ecco il vero e più drammatico distanziometro, quello fra la politica e la tutela dei 40 mila pugliesi in balia del gioco d’azzardo.

Ancora più allarmanti appaiono le parole del consigliere regionale Ernesto Abaterusso (LeU/I Progressisti), firmatario della richiesta di proroga sul distanziometro, che lasciano intendere una completa revisione della legge regionale 43/2013, legge per altro promossa da SEL e approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale.

Possiamo solo auspicare che, se revisione sarà, questa andrà nella direzione di una maggiore e più stringente regolamentazione dei punti d’accesso al gioco d’azzardo – con o senza distanziometro – e che si lavori per potenziare i servizi di informazione, sensibilizzazione, presa in carico e cura dei giocatori problematici.

Lanciamo quindi, sin d’ora, il nostro appello a coloro i quali ritengono che la salute e la tutela dei soggetti vulnerabili, esposti al gioco d’azzardo patologico, non debbano essere anteposti a nessun’altra logica, perchè nessuna altra vile e irresponsabile timidezza trovi spazio allo scoccare della nuova ipocrita, scadenza fissata a giugno 2019

Azzardo, prioritaria la tutela della salute

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Spiace leggere le gravi affermazioni che il Sapar, l’associazione nazionale per i Servizi, Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative, che ci rivolge sul tema del gioco d’azzardo e sul distanziometro a mezzo stampa, atteso che la Comunità Oasi2 è stata sempre disponibile al confronto e al dialogo diretto. È passato appena un mese dal convegno che, d’intesa con l’Ambito Territoriale Trani-Bisceglie, abbiamo organizzato a Trani e a cui lo stesso presidente della delegazione Puglia del Sapar, Domenico Distante, ha partecipato, contribuendo in modo proficuo al dibattito su un tema che, come ben dice, è complesso e articolato.

Vogliamo pertanto partire proprio dall’intervento di Distante e da quello dei suoi colleghi che, sebbene in forme e con accenti diversi, hanno evidenziato la necessità di adottare strumenti, diversi e multi livello, per ridurre e contrastare il gioco d’azzardo patologico di cui i gestori, come hanno ben rappresentato, sono spesso impotenti osservatori.

Entriamo dunque nel merito. I dati che abbiamo riportato sono riferiti agli studi ISPAD, l’Italian Popolation Survey on Alcohol and Drug, e ESPAD, European School Survey Project on Alcohol and other Drugs. A questi, si aggiunge il nostro report sugli interventi in tema di gioco d’azzardo patologico che abbiamo prodotto e presentato proprio durante lo stesso convegno. Siamo ovviamente a disposizione per condividere dati, valutarli e commentarli insieme, anche incrociandoli con le fonti citate dal Sapar. Resta fondamentale, per la nostra Comunità, la centralità della persona, la tutela della salute della persona, costituzionalmente sancita, in base a cui anche la presenza – per assurdo – di un solo giocatore patologico nel nostro territorio richiederebbe servizi, interventi, misure di tutela. È questa la nostra mission, non certo altre ragioni che Distante adombra e che respingiamo con forza al mittente.

Il distanziometro e, più in generale, la regolamentazione locale degli esercizi, non è di certo lo strumento sufficiente per il contrasto del fenomeno e la tutela dei giocatori a rischio. Allo stesso tempo, però, ci sembrauno strumento necessario, data la pervasività del fenomeno. Con l’adozione del distanziometro, lo Stato e gli enti locali tutti dichiarano formalmente “incompatibile geograficamente, non in assoluto, quella attività con la vita sociale e civile delle città nei luoghi di presenza di minori, giovani e altre fasce sensibili”. Dunque una misura di contrasto fortemente  simbolica, non certo l’unica, ma necessaria e urgente, atteso che il Testo Unico e cui il Sapar fa riferimento è ben lungi da venire e, nel recente passato, ha trovato tanti e tanti ostacoli in Parlamento e fuori. All’iter parlamentare farraginoso e lento, si contrappone per contro l’emergenza del fenomeno che si consuma, e i gestori ne sono testimoni, nei luoghi fisici d’accesso.

Sì, c’è anche il gioco on line che merita, proprio nell’ottica di complessità a cui il Sapar fa cenno, altri strumenti di regolamentazione e intervento. Ed è per questo, per questa complessità, che bisogna intervenire sia sui punti fisici d’accesso che su quelli on line: non è possibile giustificare la pervasività del fenomeno delle nostre città solo evocando l’infinità disponibilità di ciò che accade on line.

L’importanza della regolamentazione, di cui il distanziometro è uno degli strumenti, permetterebbe anche di avere un maggiore controllo sul fenomeno, comprese le sue derive di illegalità e le infiltrazioni della criminalità organizzata di cui già oggi raccontano le cronache dei quotidiani e molte inchieste in corso, senza che alcun distanziometro sia in vigore.

Questo è il nostro punto di vista, dentro il solco del nostro impegno quotidiano per la tutela della salute e la vicinanza a chi si trova in condizione di fragilità. Ricordiamo a grandi lettere che è “il sistema famiglia ad essere colpito quando un giocatore vaglia la soglia del non-ritorno e/o del non-controllo del gioco. Quindi il gioco d’azzardo patologico colpisce il singolo e il suo “sistema di relazioni”. Siamo aperti al dialogo e al confronto, anche per comprendere meglio i dati denunciati dal Sapar e come un provvedimento a tutela della salute pubblica possa impattare così significativamente sulle unità lavorative per esercizi commerciali che non hanno solo l’offerta di gioco come asset di entrate.

Ribadiamo l’appello alla politica e al mondo dell’impresa responsabile. La salute deve essere priorità per tutti, e su questo non possiamo dividerci quanto, piuttosto, unirci in tutte le possibili forme di collaborazione.

Azzardo. Ulteriore proroga su ‘distanziometro’

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Ai 20 mila posti di lavoro, di cui le associazioni di categoria e i gestori di sale scommesse ventilano la chiusura, fanno da contraltare i circa 40 mila giocatori problematici e patologici che hanno diritto a cure pubbliche.

La Comunità Oasi2 San Francesco Onlus esprime profondo sconcerto in merito alla decisione della Commissione Sanità della Regione Puglia di prorogare l’entrata in vigore del cosiddetto ‘distanziometro’, che prevede la decadenza di tutte le licenze di pubblica sicurezza per le sale da gioco aperte a meno di 500 metri dai luoghi sensibili come scuole, luoghi di culto e impianti sportivi. La norma, contenuta nella legge regionale n.43 del 2013, aveva già concesso 5 anni ai gestori per adeguarsi. L’ulteriore proroga – peraltro ancorata ad un Testo Unico di cui non si conoscono i tempi di entrata in vigore – appare, oggi, una scelta dissonante e antistorica, visto l’impegno, su più fronti e da parte di molti enti locali, per arginare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico. Le regioni Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia hanno già approvato analoghe misure di ‘tutela ambientale’, senza titubanze, debolezze, incoerenze, confermando la necessità di garantire distanze minime dai luoghi sensibili e affidando ai comuni la possibilità di far applicare, tramite ordinanze, tali distanze. Una cospicua giurisprudenza, favorevole agli enti locali, ha permesso negli ultimi anni ai comuni di proseguire il proprio impegno in tal senso, nonostante i ricorsi presentati dai gestori di sale da gioco. Non da ultimo, si ricorda che le Regioni sono titolari della funzione di sanità pubblica e che, pertanto, hanno il dovere di predisporre misure di prevenzione e tutela di tutti i fenomeni patologici, anche del gioco d’azzardo che, è bene precisarlo, è stato inserito nei Lea, i livelli essenziali di assistenza, già da gennaio 2017.

Infine, da operatori sul campo, impegnati ogni giorno a tutela delle famiglie coinvolte da dipendenza da questa piaga sociale e a contrastarne la sua diffusione, ricordiamo a tutte le forze politiche e in primis al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, anche nella sua qualità di responsabile della salute dei pugliesi, che il risparmio bruciato dalle famiglie pugliesi nel gioco lo scorso anno ammonta a 6 miliardi di euro. I pugliesi giocatori attivi sono 1,7 milioni e, fra questi, si stimano fra i 30 e i 40 mila giocatori problematici e patologici che hanno diritto a ricevere le giuste cure pubbliche. Il fenomeno, dunque, è vasto e aggressivo, non può essere affrontato con timidezze o, peggio, con connivenze con chi ha rilevanti interessi economici nel settore, interessi che sono incompatibili con il diritto costituzionale alla salute.

Chiudiamo, dunque, con un appello al presidente Michele Emiliano: non sia complice della profonda devastazione sociale che oggi il sistema del gioco d’azzardo rappresenta. La proposta di proroga, licenziata dalla commissione sanità, va fermata, per garantire la piena attuazione di quanto previsto, in modo lungimirante, dalla nostra legge di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico.

Diventare Famiglie Terapeutiche. Percorso formativo per l’affido familiare

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Trani, 9 novembre 2018 – 27 gennaio 2019
Cosa sono le “famiglie terapeutiche”

All’interno della Comunità di Pronta Accoglienza Melampo è prevista l’attivazione di un gruppo di famiglie accoglienti che, in forma sperimentale e innovativa, realizzano l’affido familiare per i minori accolti nella comunità. Le famiglie affidatarie si caratterizzano come terapeutiche in quanto capaci di garantire cura e generare un cambiamento delle condizioni e delle cause di sofferenza, nonché del benessere generale del minore.

A chi è rivolto il percorso formativo

  • Coppie sposate o non sposate, con figli (preferibilmente in età scolare)
  • Coppie senza figli
  • Nuclei monoparentali
  • Single

animati da una motivazione adeguata e consapevole e in adesione e condivisione delle condizioni di progettualità richieste (formazione preliminare e continua, collaborazione sinergica con le figure professionali, supervisione). Le famiglie terapeutiche saranno sempre supportate e supervisionate dall’équipe multidisciplinare della Comunità Melampo.

Obiettivi del percorso formativo

  • Avvicinare le persone a un’idea di accoglienza
  • Stimolare una riflessione critica delle dinamiche emotivo-relazionali che si attivano durante l’affido
  • Favorire fra gli aspiranti affidatari la consapevolezza del proprio ruolo all’interno della rete dell’affido
  • Stimolare la visione del cambiamento che la famiglia affronterà durante il periodo dell’affido

Dove e quando
Gli incontri si terranno tutti i venerdì, nel pomeriggio, dalle 17 alle 20, nella Comunità Melampo, Strada Vecchia Trani-Corato ex vicinale 39/A – Trani (BT). La partecipazione è gratuita. Per partecipare è necessario iscriversi compilando il form disponibile qui: https://goo.gl/forms/0MLIjMvs6cZbi30J3

Il programma degli appuntamenti

9 novembre 
IL PROGETTO MELAMPO
Gianpietro Losapio, presidente della Comunità Oasi2 San Francesco Onlus
Debora Ciliento, assessore alle politiche sociali del Comune di Trani
Roberta Rigante, assessore alle politiche sociali del Comune di Bisceglie
Ludovico Abbaticchio, garante per i diritti all’infanzia e all’adolescenza
(L’incontro si terrà a Villa Nappi, via Padre Annibale di Francia, 162/164 – Trani (BT), alle ore 17.30)

16 novembre
LA MOTIVAZIONE CHE GENERA ACCOGLIENZA
Ivan Ventura, educatore, formatore e counselor – Tutor del percorso formativo

23 novembre
ACCOGLIENZA – SIGNIFICATO E VALENZA
Essere famiglia accogliente – Michele Corriero, pedagogista e giudice onorario del Tribunale Minorenni di Bari
L’esperienza dell’affido: cenni legislativi, attori istituzionali – Francesca Romana Arciuli, avvocato, tutore

30 novembre
INCONTRARSI – CONOSCERSI – LASCIARSI
Il vissuto del minore affidato (l’incontro con il minore); la doppia appartenenza e la co-genitorialità; la pedagogia del distacco – Barbara Avanzi, pedagogista e consulente nei progetti di affido familiare e servizi per le famiglie e Mario Ghidoni, operatore sociale e formatore – Rete famiglie Valcavallina, Bergamo.

14 dicembre
MI RACCONTI LA TUA STORIA? COSTRUIRE STORIE DI ORDINARIA STRAORDINARIETA’ NELL’AFFIDO
La sfida è: amare tutto? – Sonia Sgrosso, pedagogista, volontaria e consigliera Assoc. Famiglia Dovuta e Alessio Romanelli, counselor biosistemico, educatore
L’affido: una strada possibile – Elisa Manta, psicologa, psicoterapeutica, dirig. resp. consultorio familiare di Barletta, referente équipe servizio affido e adozione – Barletta Testimonianze di esperienze d’affido

11 gennaio
L’ACCOGLIENZA E LA CURA DEL MINORE PORTATORE DI VISSUTI TRAUMATICI
Minori vittime di violenze, abusi e maltrattamenti, anche con problematiche connesse a depressione precoce – Beppe De Robertis, assistente Sociale presso il Comune di Andria, coordinatore dell’équipe multidisciplinare specialistica integrata su abuso, maltrattamento all’infanzia e violenza di genere – ambito Andria e Brigida Figliolia, neuropsichiatra infantile ASL BAT – Andria
La complessità dell’esperienza : gli aspetti psicologici, relazionali, emotiviChiara Scardicchio, docente in Pedagogia sperimentale presso l’Università di Foggia

27 gennaio
LA SPECIFICITÀ DEL PROGETTO MELAMPO
Tipologia di intervento; la comunità di pronta accoglienza; le famiglie accoglienti; abbinamento famiglia e minore: caratteristiche, obiettivi, tempi, ruoli e verifiche – a cura di équipe Melampo.

Per ulteriori informazioni – Melampo Comunità di Pronta Accoglienza – Strada Vecchia Trani-Corato ex Vicinale 39/A – 76125 Trani (BT)
Telefono: 08831951483 -348 7969736 – fax 0883502146 – melampo@oasi2.it

Servizio civile nazionale, al via i colloqui di selezione

colloqui di selezione

Sono cominciati i colloqui di selezione per i posti da volontari del Servizio Civile Nazionale presso la Comunità Oasi2 San Francesco Onlus.

Scarica qui Programmazione colloqui selezione SCN_2018_Oasi2

Tutti i volontari verranno contattati telefonicamente per confermare l’appuntamento.

Potranno essere concordati spostamenti di giorni e orari, da concordare con la segreteria di Oasi2 ai seguenti contatti: 393/8365649. Mail segreteria@oasi2.it .