Il Ministero del Lavoro pubblica una guida sulla comunicazione dell’immigrazione

La Direzione Immigrazione del Ministero del Lavoro ha promosso la creazione e la pubblicazione della guida, realizzata dalla Cooperativa Lai-momo e dal Centro Studi Idos, del Gruppo Abele. La guida “vuole essere un contributo alla corretta informazione sull’apporto dei cittadini stranieri alla vita sociale ed economica italiana e verrà distribuita alle redazioni stampa, radio, tv e web nazionali e locali”.

Qui potete leggere le dichiarazioni della conferenza stampa di presentazione.

Qui potete scaricare la prima parte, qui la seconda e qui la terza.

Il sovraffollamento viola l’articolo 27 della Costituzione

Il Tribunale di Sorveglianza di Lecce ha accolto un ricorso presentato da quattro detenuti (tre italiani e uno straniero) contro le condizioni in cui sono stati costretti nel carcere del capoluogo salentino. Una richiesta di rimborso di 600 euro ogni mese trascorso dietro le sbarre. Una sentenza che potrebbe fare giurisprudenza, anche secondo il Fatto Quotidiano, soprattutto per le motivazioni con cui il giudice Tarantino ha motivato il rimborso da parte dello Stato di una cifra che oscilla tra i mille e i quattromila euro. Innanzitutto c’è la violazione dell’articolo 27 della Costituzione, secondo il quale la pena non deve in nessun modo ledere il senso di umanità. Inoltre c’è la parte relativa alla rieducazione, che noi come Oasi2 abbiamo più volte sollevato, che è resa quasi impossibile a causa del sovraffollamento. Ma il sovraffollamento in sé è ancor più drammatico quando si vanno a spulciare i numeri. Se prendiamo in considerazione il rapporto statistico del DAP, in Puglia ci sono, secondo i dati fino al 31 gennaio, 4533 detenuti su una capienza di 2463 posti. Di questi detenuti, 1876 sono “giudicabili”, cioè ancora in attesa di essere giudicati colpevoli o innocenti.
A Trani la situazione diventa addirittura paradossale. Secondo i dati della Casa Circondariale di via Andria, ci sono 340 detenuti su un totale di 233 postiMa di questi, la maggioranza (191) attendono ancora una sentenza definitiva.