Caro Alemanno, ti scriviamo. Strategie di lotta del welfare italiano.

Che il welfare in Italia sia stato smantellato a colpi di accetta è palese. Come è palese il fatto che questo probabilmente è stato fatto perchè gli stakeholder del settore non sono stati capaci di fare massa critica, un po’ per la natura degli operatori sociali, un po’ perchè schiacciati sulle emergenze, il tempo per andare a manifestare non c’è davvero. Quale operatore ci penserebbe davvero a lasciare per un giorno un tossicodipendente, o detenuto, o un bambino, o una persona affetta da demenza per andare a manifestare? Forse è sbagliato, forse no. Ma quello che accade ogni giorno è che il mondo dei servizi sociali viene considerato come il sacchetto dei numeri della tombola, da cui ogni tanto si estrae un numero, senza criterio, senza progetto, senza pensiero. E quindi oggi capita di estrarre il numero del taglio dell’80% dei fondi voluto da Tremonti e un’altra volta si fanno delle gare d’appalto al ribasso per le quali il costo orario degli operatori dovrebbe essere rasente allo zero. Un sacchetto di numeri che è condiviso, non ci sono differenze geografiche.

Capita così che a Roma, il sindaco Alemanno, diventi il protagonista di una serie di ristrutturazioni al welfare della Capitale. Innanzitutto con i tagli, che hanno visto sparire ad uno ad uno tutti i servizi “a bassa soglia”, e poi con una serie di bandi che hanno di fatto estromesso gli Enti che da oltre vent’anni hanno gestito il welfare locale. C’è chi dice, ma sono i maligni, che questo cambio sia stato dettato anche da motivi politici: i servizi a “bassa soglia” non nascondo il tossico in qualche casolare sperduto, ma tentano di riconnetterlo al tessuto sociale. (Qui è scritto molto meglio)

Per questo motivo è partita una mobilitazione perchè vengano annullati i bandi: una mail partita da una delle storiche cooperative della Capitale che ha raggiunto tramite la rete del Terzo Settore italiano, anche la posta di Oasi2 che prontamente ha fatto girare ai suoi contatti e ci ha scritto un post (questo).

Il testo della mail da inviare ad Alemanno è questo:

Caro Sindaco Alemanno,

in riferimento ai bandi dell’ Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze relativi all’affidamento dei Servizi per la tossicodipendenza nella città di Roma, sono rimasta/o sconcertata/o dal loro esito che ha visto esclusi in blocco Enti che da anni lavorano con grande e riconosciuta professionalità  in questo settore e che hanno dato lustro e visibilità anche a livello nazionale al Comune di cui Lei è Sindaco.

Non si tratta solo di un problema di immagine. Stiamo parlando di un danno vero e proprio che vede coinvolte molte persone: operatori che per anni hanno lavorato in questi Servizi che dall’oggi al domani si ritrovano senza un lavoro, e utenti che sono costretti ad interrompere traumaticamente un programma terapeutico scelto e concordato con quegli operatori che dal 1 aprile non ci saranno più.

Per queste ragioni Le chiedo un intervento immediato per garantire l’annullamento dei nuovi affidamenti previsti dai bandi.

L’indirizzo invece è questo.

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